Essere un tutt’uno con la creazione, incorporarla per farla diventare spirito e materia, equivale a distaccarsi totalmente dal già presente, equivale ad ascoltare solamente il respiro nuovo, in solitudine e in tutta la sua intensità.

L’ artista non è prevedibile, non è afferrabile perché sguscia via per altri mondi nel medesimo istante che ti avvicini a lui per captare, assaporare e incunearti nel mondo che impersona in quel momento. La speranza illusoria di chi vuole conoscere o di chi ama l’artista è pensare che anche egli abbia un mondo circoscritto su cui stazionare.

Per cogliere qualcosa del dono dell’artista e vivere la sua contemporaneità è necessario soffermarsi sul suo sguardo (sia quello fisico che quello che egli proietta sulle cose).

William Congdon